CAPIRE COMMERCIO EQUO
Sembra difficile far capire al consumatore europeo quanta parte del suo benessere
sia fondata sullo sfruttamento
dei tre quarti dell 'umanita'.
In preda delle multinazionali e della
borsa , vittime del mercato delle armi ,
succubi di dittature finanziate dai Paesi ricchi , milioni di persone
fanno la fame.E ci muoiono .
Di fronte a questa realta' una delle
alternative praticabili e' quella di
creare rapporti paritari commerciali
e culturali con i produttori , artigiani e contadini del Sud del mondo.
Questa alternativa si chiama
COMMERCIO EQUO E SOLIDALE .
In Asia,Africa e America Latina ,
gruppi di produttori si sono da tempo
organizzati nel tentativo di sfuggire
alle inique regole del commercio
internazionale.
Il COMMERCIO EQUO E SOLIDALE e' in
quest'ottica un concreto contributo alle aspirazioni di tali produttori che
lottano per ottenere canali di diffusione alternativi per i loro prodotti ,
evitando il ricorso ad intermediari
o grossisti locali;ottenendo dei prezzi
piu' giusti definiti da loro stessi;
costruendo un rapporto continuativo
e diretto con i loro parters e con
i consumatori in Europa .
COME NASCE E COME FUNZIONA IL
COMMERCIO EQUO (FAIR TRADE)
Il FAIR TRADE e' nato in Olanda circa
trent'anni fa per opera di missionari
anglicani e organismi che erano presenti
nel Sud del mondo con progetti di
sviluppo al servizio dei piu' poveri.
Come primo passo aiutarono gruppi di
contadini e di artigiani ad organizzarsi
in cooperative perche' fossero capaci
di meglio difendere i loro diritti e
darsi una nstrategia di sviluppo con
le risorse ricavate dall'eportazione
dei loro prodotti .Contemporaneamente
in Olanda e' stata fondata una cooperativa
di importazione.
Lo scoglio che ancora rimaneva da
superare era come arrivare ai consumatori.L'ideale sarebbe stato
vendere i prodotti attraverso negozi e supermercati ma la macchina distributiva,controllata dai colossi del commercio ,non concedeva spazi.
Il problema venne risolto chiedendo
ai vari gruppi che si occupavano di
cooperazione di aprire essi stessi dei
punti vendita autogestiti nelle loro citta'.
Nacquero cosi' le BOTTEGHE TERZO MONDO.
Sulla scia di questa esperienza in tutta
Europa sono nate delle organizzazioni
che si occupano di FAIR TRADE e in ITALIA vantiamo circa 350 BOTTEGHE DEL MONDO
(oltre a centinaia di migliaia di gruppi organizzati )
Anche se lo scopo principale del
commercio equo e' garantire ai lavoratori
prezzi dignitosi,contemporaneamente
raggiunge altri obiettivi come:
-la crezione di posti di lavoro dal
momento che favorisce la trasformazione
dei prodotti in loco;
-l'organizzazione di servizi sociali
in campo sanitario e scolastico;
-la salvaguardia dell' ambiente
attraverso la produzione biologica e
lavorazioni che rispettano l'ambiente;
-la valorizzazione delle tradizioni e
della cultura locale;
-la riduzione dell'urbanizzazione e dell'emigrazione.
E' apprezzata dai lavoratori la
possibilita' di pagamenti anticipati
dei prodotti e la stabilita' dei prezzi
che sono concordati e non imposti.
Le cooperative di importazione infatti prefinanziano il lavoro per evitare che
la poverta' o le peculazioni di borsa
costringano i lavoratori a indebitarsi
con usurai o, peggio, a chiedere ai
bambini di lavorare rinunciando alla scuola.
IN BREVE COME FUNZIONA
Il meccanismo e' molto semplice.
Il problema del Sud del mondo e' di
fatto lo sfruttamento della manodopera
anche infantile a basso costo,senza
protezioni alcune da infortuni o malattie,
senza rispettare regole internazionali
in merito alla salvaguardia dell'ambiente
e sanitarie.
Le MULTINAZIONALI (per le quali vi invito
ad approfondire l'argomento nella rubrica predisposta)possiedono tanta ricchezza da superare il PIL di interi Stati.
Capite quindi che l'influenza politica
ed economica e' tale da dettare regole
senza troppi problemi nei governi del
Sud e sono anche ben rappresentate nelle istituzioni e nei governi dei Paesi ricchi.
Esse decidono i prezzi dei prodotti e
li impongono ai lavoratori,naturalmente attraverso la Borsa di LONDRA,NEW YORK...
Esiste poi il problema delle intermediazioni
tra produttori e consumatori che "mangiano"
il 90 Ūl ricavo.
Importatore,esportatore,grossista,
trasportatore..si spartiscono la torta
lasciando le briciole.
L'idea diventa quindi SALTARE TUTTA L'INTERMEDIAZIONE PER
FAR SI CHE IL GUADAGNO
RESTI A CHI LAVORA
NON A CHI SPECULA.
Le organizzazioni del FAIR TRADE si trovano
nel Sud soprattutto attraverso il
volontariato internazionale e organizzano
le strutture e i lavoratori.Offrono il KNOW HOW ,cioe' l'esatto
sapere di come i prodotti
devono essere lavorati e
presentati al consumatore per essere
acquistati garantendo qualita'.
Attraverso condizioni di lavoro dignitose
CHE RISPETTANO I LAVORATORI e PREZZI
CONCORDATI riescono a garantire dei
giusti guadagni.
Le COOPERATIVE DI IMPORTAZIONE di
FAIR TRADE poi attraverso container
portano tutti i prodotti in EUROPA che
vengono distribuiti nelle BOTTEGHE
DEL MONDO con l'aiuto di migliaia di
volontari di tutte le eta'.
Mantenendo il prezzo dei prodotti al
consumatore al pari dei prodotti
"di marca",vista anche l'alta qualita'
offerta,si riesce ad ottenere un buon
margine che serve a finanziare progetti
sociali nei luoghi di provenienza
dei prodotti.